10 apr, 2009
Europa free software pact fsf
In vista delle prossime elezioni al Parlamento Europeo, due associazioni che sostengono il software libero (la francese April e “associazione per il software libero“) hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione verso tale modello di software.
Essa si concretizza nel “free software pact”, un semplice documento in cui si espongono le ragioni per cui il software libero debba essere promosso e tutelato. I candidati politici che firmeranno il patto dichiareranno quindi di avere a cuore questo tema di preoccuparsi della sua tutela durante i loro eventuali mandati al Parlamento Europeo.
La comunità potrà quindi essere informata sui candidati che promuovono l’utilizzo di software libero e potrà essere un punto di scelta in più per gli elettori.
April è la principale associazione francese per la tutela e la diffusione del software libero. Istituita nel 1996 conta oggi più di 4700 membri tra privati, aziende e altre fondazioni.
“L’associazione per il software libero” è invece un ente legale senza scopo di lucro istituito nel 2000.
Nel 2002 è diventata la filiale italiana della Free Software Foundation (FSF) sino al 2006, quando la maggioranza dei soci decise di ritirare l’affiliazione a favore di una maggior potere decisionale.
6 apr, 2009
firefox gnuzilla icecat
Anche oggi torniamo a parlare di Browser web. Girovagando infatti all’interno del sito del progetto GNU sono venuto a conoscenza di un nuovo browser probabilmente sconosciuto a molte persone (me per primo).
Sto parlando del progetto GnuZilla e il browser in questione si chiama IceCat. Sicuramente i più attenti avranno notato subito una certa assonanza con la ben più conosciuta suite Mozilla e del suo prodotto di punta Firefox.

In effetti IceCat è derivato proprio da firefox, dunque vi chiederete perché creare una copia di una cosa già esistente?
I motivi sono puramente etici, tema a cui GNU ci ha ormai abituati da tempo. Secondo quanto riportato sulla pagina di presentazione, il motivo di creare una variante di firefox deriva dal fatto che quest’ultimo è si un programma libero, ma al suo interno sfrutta componenti e consiglia plugin non altrettanto liberi.

IceCat rimedia a questo eliminando tali componenti e proponendo delle alternative sotto licenza gpl o gpl-compatibile.
Oltre a questo il “gatto di ghiaccio” apporta dei piccoli miglioramenti alla protezione della privacy tramite degli addon esterni, che possono essere scaricati da una lista appositamente creata da GNU.
In realtà erano presenti già altri progetti sulla false riga di questo, primo tra tutti il browser ufficiale della distribuzione Debian, chiamato IceWeasel.

Seppure su alcuni forum e blog si dice che questa versione sia più leggera e performante rispetto a Firefox, dopo un certo periodo di utilizzo posso dire di non aver notato particolari differenze prestazionali rispetto alla versione originale di Mozilla, per cui in definitiva mi sento di consigliarlo soprattutto ai puristi del software libero.
19 mar, 2009
copyleft copyright Richard Stallman
Mentre praticamente tutti hanno almeno una vaga idea di cosa sia il copyright, non sempre si conosce il significato del termine copyleft.
Per comprenderlo dobbiamo partire proprio dal termine copyright con il quale si intende l’insieme delle norme che tutelano i prodotti di

Copyright
origine creativa, tra i quali rientrano anche i sofware, impedendo la riproduzione, la modifica e qualsiasi forma di distribuzione a meno che non vengano pagate delle royalty all’autore.
Il copyleft è un modello basato di fatto sul copyright ma che definisce i principi opposti di quest’ultimo, dando quindi la possibilità di poter adoperare, modificare e ridistribuire software liberamente.
Richard Stallman, il primo a coniare il termine Copyleft, descriveva la sua idea così: “Questo software è protetto da copyright e noi autori vi diamo la possibilità di copiarlo, cambiarlo e migliorarlo. Quando lo ridistribuite devrete farlo alle stesse condizioni ne più ne meno” (tratto dal documentario Revolution OS).
Il copyleft è quindi un concetto del tutto generale che viene regolato in maniera più precisa e formale dalle miriadi di licenze che sono state scritte adattandosi ad un gran numero di esigenze.

Il copyleft ribalta (letteralmente) i principi del copyright
Ciò che trovo formidabile in questo termine è la sua vena quasi ironica e irriverente nei confronti di un modello che non avvantaggia nessuno se non le grandi software house alle quali importa fare profitti diffondendo di fatto l’ignoranza anziché la conoscenza, tenendo in un certo senso gli utenti all’oscuro degli strumenti che utilizzano.