Creare un crepuscolare elettronico

Oggi vediamo una piccola applicazione per gli amanti dell’elettronica che permette di creare una gran quantità di varianti che sfruttano però lo stesso principio. L’idea mi è venuta da un articolo di nuova elettronica (n° 239) in cui era riportato un semplice schema per creare una sorta di antifurto elettronico.
Cominciamo guardando lo schema originale per poi vedere alcune varianti.

schema crepuscolare

Lo schema si basa su un comparatore a trigger di Shmitt. Tra il partitore R3-R4 si avrà una tensione costante (non mi soffermo troppo sulla matematica ma sul principio di funzionamento) e così quindi anche il morsetto positivo dell’operazionale. Ciò che varia sarà la tensione sul morsetto negativo, il quale è collegato ad una rete RC e ad un secondo partitore in cui una delle resistenze è una foto-resistenza. In assenza di luce il suo valore sarà molto elevato (dell’ordine di 1 Mohm) per cui la tensione sul morsetto negativo sarà maggiore di quella sul positivo. Questo vuol dire che l’uscita del comparatore sarà negativa, di conseguenza si accenderà il diodo D1.

Da questo stato man mano che aumenta la luce il valore di resistenza della foto-resistenza diminuisce e quindi anche la tensione sul partitore. A questo punto il condensatore, carico al valore iniziale della tensione data dal partitore, inizierà a scaricarsi seguendo l’andamento dello stesso partitore e facendo diminuire la tensione sul morsetto negativo. Si arriverà ad un punto in cui la tensione sul morsetto positivo sarà maggiore di quella sul negativo, l’operazionale quindi commuterà e l’uscita sarà positiva, facendo accendere il led D2.
Quando l’intensità luminosa scenderà la tensione sul morsetto negativo ricomincerà a salire fino a far nuovamente commutare l’operazionale. E così via…

Da notare il ruolo svolto dal potenziometro R1, il quale permette di regolare la sensibilità del crepuscolare, ovvero la quantità di luce necessaria per far commutare il crepuscolare.
Nello schema sono stati messi inoltre due diodi led per far capire quando l’operazionale commuta da uno stato all’altro. Un circuito del genere può però tranquillamente essere utilizzato per pilotare una lampadina o un numero maggiore di led.
Se poi anziché usare una fotoresistenza si utilizzasse una termoresistenza si potrebbe pilotare una ventola per raffreddare un ambiente la cui temperatura supera una certa soglia.

Hard disk da 1,8″ sull’AAO (parte 2)

Eccomi qui per il secondo appuntamento  dedicato al piccolo aspire one e al suo modding. Nella precednete puntata abbiamo visto come metterlo a nudo, oggi vedremo invece come montare finalmente il piccolo hard disk da 1.8 pollici.

L’operazione in se non è molto difficile ma sicuramente vi farà venire qualche senso di colpa: infatti bisognerà liberare un po’ di spazio prima di poter insserire il disco. Ma andiamo con ordine: prima di tutto rimuoviamo il vecchio disco ssd e recuperiamo il cavetto zif per collegarlo alla motherboard.
A questo punto bisognerà rimuovere qualche perno di plastica che fuori da sotto l’involucro di plastica in modo da fare un po’ di spazio. Con una semplice pinza vedrete che non opporranno troppa resistenza.

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le parti da eliminare

lo spazio per l'hdd

lo spazio per l'hdd

Una volta creato lo spazio giusto potremo collegare il cavo zif all’hdd e al controller delle motherboard e finalmente saremo pronti per rimontare tutto. L’unica cosa a cui consiglio di stare attenti è che rimanga un minimo di spazio tra l’hdd e la ventolina del processore montata sulla scheda madre i quali potrebbero toccarsi. consiglio inoltre di bloccare l’hdd con un po’ di nastro isolante in modo da non farlo sballottare in caso di spostamenti e capovolgimenti vari e di ricoprire la parte superiore dell’hdd ancora con del nastro isolante o del materiale antistatico (io ho usato uno di quei sacchetti che danno quando si acquistano componenti elettronici).

Infine, prima di rimontare il netbook ricollegate tastiera e touchpad alla buona e provate a vedere se l’hdd viene riconosciuto correttamente (io avevo collegato al contrario il cavo zif), in questo modo non dovrete sclerare una seconda volta per smontarlo in caso di qualche anomalia.

Bene, una volta rimontato tutto potrete godervi il vostro nuovo acerino con una gran bel po’ di memoria in più.
Alla prossima!

Hard disk da 1,8″ sull’AAO (parte 1)

Finalmente dopo una lunga attesa il mio piccolo Aspire One è ritornato in vita con una gran bella modifica. Il piccolino è un Acer AO110, davvero comodo ma con una pecca non da poco: il suo hard disk è veramente piccolo (solo 8GB) ed infinitamente lento. Leggendo dunque forum e blog qua e là per la rete ho pensato dunque di cambiare L’Hdd SSD con uno più performante da 1,8” e 60GB.

In questo post cercherò di illustrare i passaggi per montare l’hdd nel modo più chiaro possibile utilizzando qualche immagine di supporto fatta durante lo svolgimento delle operazioni.
Prima di iniziare tengo a sottolineare che i nuovi modelli di Netbook sono ormai tutti dotati di hdd ata ad un prezzo lievemente maggiore di quelli con dischi ssd. A mio parere è dunque meglio prendere un netbook che costi un po’ di più piuttosto che spendere meno per poi mettersi a pacioccare al suo interno, anche perché alla fin fine il prezzo risultante sarà praticamente lo stesso.

hs060hb

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PRIMA FASE: SMONTAGGIO

Fatta questa premessa passiamo alla pratica: dunque per poter smontare il piccolo acerino avrete bisogno essenzialmente di un cacciavite a stella abbastanza piccolo (fate attenzione che faccia una buona presa sulle viti perché sono facilmente spanabili) e di molta molta pazienza, oltre ovviamente ad un hard disk da 1.8”. Leggendo qua e là sui forum sembra che quello più adatto per l’AO sia uno dei modelli SAMSUNG. Nel mio caso è stato necessario inoltre un cavetto zif perchè quello presente dentro L’AO aveva una fascetta blu terminale troppo spessa per l’hdd.

Ok cominciamo a togliere la batteria e ribaltare il netbook, dovremo svitare 8 viti, 3 delle quali nella parte anteriore, altre 2 si trovano sotto i piedini di gomma posteriori e le ultime 3 nell’alloggiamento della batteria.

le prime viti da togliere

le prime viti da togliere

A questo punto dovremo togliere la tastiera, cosa per nulla semplice perché ci servirebbero almeno 3 mani.
Dopo aver capovolto nuovamente il netbook dovremo sganciare tre fermi che tengono ferma la tastiera. Questi sono situati in alto e più precisamente all’altezza dei tasti f2, f8 e “pausa inter”. L’operazione non è semplice, io sono riuscito sganciando il primo e facendo un po’ di leva sulla tastiera in modo da mantenerla sganciata in quel punto e poi ho continuato con gli altri.

Una volta sganciati quei tre fermi bisognerà fare un po’ di leva ai lati della tastiera perché anche lì c’è qualche incastro. Una volta sganciata la tastiera sollevatela delicatamente ma non troppo, in quanto sotto di essa bisognerà sfilare il cavo che la collega alla motherboard. Per fare ciò basta sollevare la placchetta nera che trovate sul connettore in modo da allentare la presa sul cavo. Oltre a questo bisognerà staccare anche il cavetto zif del touchpad.

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Bene dopo aver finalmente tolto la tastiera è ora di togliere la copertura di plastica che copre la motherboard (quella con il touchpad per intenderci). Qui bisognerà stare attenti se non si vuole rovinare la plastica ultra lucida dell’acerino. Bisognerà fare un po’ di leva sui punti giusti utilizzando un cacciavite piatto abbastanza sottile. Mai come in questo caso un’immagine vale più di mille parole.

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Con quest’ultima operazione il nostro Aspire one è ormai quasi completamente smontato, quella che troverete davanti è la motherboard del netbook. Rimangono ancora una manciata di viti e i due connettori da sganciare prima di poterla finalmente rimuovere stando attendi a disincastrarla prima dalla parte dei connettori vga ed ethernet.
Nella parte inferiore destra è possibile vedere l’interfaccia wifi mentre la scheda poco più sopra e situata sotto la motherboard non è altro che la fantomatica memoria ssd così maledettamente lenta. Nel prossimo post vedremo come sostituirla con un vero hdd ide. Alla prossima.

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Linux 4 one 1.5 è tra noi

E’ stata rilasciata prorio ieri la nuova versione della distro dedicata all’acer Aspire one. Con questa release linux4one giunge dunque alla versione 1.5.
Le migliorie apportate apportate si fanno subito sentire, a cominciare dalla migliore gestione della batteria. Il tempo di utilizzo senza dover ricorrere ad una presa elettrica sembra sensibilmente aumentato (per ora è un’impressione non ho ancora avuto l’occasione di verificare in modo più preciso).
Sono curioso inoltre di vedere se è stato definitivamente risolto il problema di lettura delle card reader dopo aver aggiornato il bios dell’acerino.
Per un elenco dettagliato di tutte le correzioni e aggiunti potete guardare qui.

Ricordo che Linux4One è una distribuzione linux basata su Ubuntu 8.04 (dalla prossima versione si dovrebbe basare invece sulla 9.04) sviluppata inizialmente per essere compatibile e funzionante su Acer Aspire one, ma che andando avanti con le versioni può essere utilizzata anche sui netbook eeepc di Asus.

Per chi utilizza Limpus il passaggio a L4O è caldamente consigliato (quasi obbligato). La distro Limpus prodotta per l’AAO è infatti a dir poco scandalosa, a partire dall’interfaccia in stile computer Clementoni per arrivare poi a funzionalità ridotte all’osso (probabilmente per non esporre gli utenti meno esperti alle insidie di Linux).
Con L4O si può fare veramente di tutto e permette di sfruttare al massimo il nostro acerino. La prova è caldamente consigliata anche per chi ha winXP sul proprio netbook.

schermata

“Dardy is back”… is back

Dopo il lavoro fatto sino ad ora per il corso di Technical Writing, questo blog torna a parlare di tutto, dall’elettronica all’informatica in generale, alla musica.

A proposito di musica, i Manowar hanno da poco pubblicato l’anteprima dell’imminente Magic Circle Festival III che si terrà il 18 Luglio 2009  a Loreley (Germania). Questa volta la band più rumorosa del globo si è superata e ha voluto fare le cose in grande creando uno show epico in tutto e per tutto.
Prima di tutto la location azzeccatissima: l’evento si terrà infatti in una sorta di anfiteatro immerso nel verde e da cui si possono ammirare scorci davvero mozzafiato. In quella zona sorgono poi molti castelli medievali, il che rende il tutto più epico.
In secondo luogo la band sarà affiancata da Wolfgang Hohlbein, uno scrittore di culto per gli amanti del genere fantasy. Insieme creeranno contribuiranno alla saga di Asgard, probabilmente un po’ nello stile dei Rhapsody (pardon Rhapsody of Fire), in cui narrazione e musica si fonderanno in un unico spettacolo.

I presupposti per uno show indimenticabile quindi ci sono tutti, peccato che al momento le mie risorse finanziarie non mi permettano l’acquisto del biglietto, ma chissà magari tra un po’… sempre che non finiscano.
Nota curiosa: il trailer pubblicato originariamente è stato rimosso da youtube a causa della “violazione dei termini e condizioni d’uso”. Detto in poche parole il video mostrava troppe ragazze con le tette al vento (sembra sia una cosuetudine nei loro concerti), per cui è stato pubblicato una secondo video censurato senza le scene incriminate.